Pannolini lavabili dalla nascita

La maggior parte dei messaggi e delle email che mi mandate, sono per richiedere informazioni sulla possibilità di utilizzare i pannolini lavabili dalla nascita.
Iniziare coi lavabili dalla nascita

Sono sempre molto felice di constatare quanto interesse l'argomento susciti nelle neo mamme, perché questo significa che gli anni passati cercando di promuoverne l'utilizzo, tutti i messaggi inviati, i post scritti e gli incontri fatti sono serviti ad avvicinare i genitori a questo meraviglioso mondo.

La prima risposta che do, sempre, è si: si possono utilizzare i pannolini lavabili, fin dalla nascita (e anche prima, se vogliamo tenere conto del fatto che Andrea è nato pretermine). Si può fare, assolutamente. L'invito che rivolgo a tutte è però a non lasciarsi trasportare dall'entusiasmo iniziale: iniziare coi lavabili non è proprio una passeggiata.

Trovare il giusto assetto non è sempre immediato ed equivale ad "aggiungere altra carne al fuoco". Specialmente alle mamme in attesa del primo figlio, consiglio di pensarci bene. Quando arriva un bambino in casa sono già moltissime le cose che cambiano nella nostra vita e numerose sono le cose alle quali dobbiamo dare la precedenza: l'allattamento, la salute del nostro bambino, i nuovi equilibri famigliari. Ciò non toglie che siano molte le mamme assolutamente in grado di utilizzare i lavabili dalla nascita col primo figlio, ma consiglio sempre di rifletterci su.

Secondariamente, è difficile dire a priori quale modello di lavabile andrà bene prima che il bimbo sia nato, questo perché non è facile prevedere come sarà la sua corporatura e se sarà un bambino che farà tanta o poca pipì. Questo rende più difficile consigliare le mamme verso quale modello di pannolino indirizzare i loro acquisti.
La maggior parte dei modelli in vendita sono i cosiddetti OS (one size) o taglia unica e vestono solitamente a partire dai 3/4kg in su. Per i neonati esistono i pannolini newborn, che possono essere utilizzati fai dai primissimi giorni di vita, anche con i piccoli pretermine.
Per una mamma in attesa del suo primo bambino questo significa dover affrontare un doppio acquisto: i newborn prima ed i taglia unica dopo. Aggiungiamoci l'incertezza di essere in grado di trovare tempo e forze per utilizzarli da subito e capirete perché, di solito, consiglio alle nuove mamme che di aspettare che il bambino abbia 3-4 mesi prima di fare acquisti seri.

Nell'attesa è sempre possibile informarsi presso una pannolinoteca, provare differenti modelli a noleggio e anche pensare di approfittare delle liste nascita per farsi regalare qualche bel kit di pannolini di marca e modello differenti da provare.
Provare modelli e marche diverse, con caratteristiche e tessuti differenti è sempre il modo migliore per evitare di fare un acquisto errato e spendere denaro inutilmente!

Per una mamma in attesa del secondo figlio può essere meno complicato pensare di utilizzare i lavabili da subito perché, anche se non è detto che i modelli che andavano bene al primo figlio siano adatti anche al secondo, ha già un'idea abbastanza precisa della loro gestione quotidiana. Conosce già il tipo di impegno che richiedono e come gestirne al meglio lavaggio e routine, con i mezzi a propria disposizione.

Io con Gabriele ho iniziato ad utilizzare i lavabili quando lui aveva già quasi nove mesi. E' sempre stato un bambino molto magro, con la tendenza a fare poca pipì, perciò mi sono trovata molto bene con modelli dalla vestibilità piccola e dal cavallo basso, come i Pop-In, mentre per l'assetto notturno ci bastava un bel fitted OhMama con cover.

Per Andrea ho acquistato da subito modelli diversi, per capire quale potesse fare al caso nostro. Il mio kit newborn finora ha compreso:
- 2 pannolini a culla Culla di Teby taglia S;
- 3 AIO Thirsties newborn, rispettivamente due in cotone/canapa e uno in microfibra;
- 2 pocket Baba&Boo con microfibra a contatto e inserti in bamboo;
- 3 AI2 newborn Pop-In;
- 2 AI2 Happy Flute;
- 5 prefold in cotone/canapa Thirsties taglia 1;
- 2 fitted newborn Petit Lulu;
- 3 cover newborn Happy Flute.

La maggior parte di questi li ho acquistati usati, nei gruppi di pannolini lavabili su Facebook, alcuni mi sono stati prestati da un'amica, mentre Thirsties e Petit Lulu li ho ordinati attraverso Green Mama.

Pensavo, sbagliando, che la vestibilità dei modelli newborn fosse meno variabile rispetto ai taglia unica.. sbagliando, appunto. Nei primissimi giorni a casa mi sono trovata divinamente con gli AIO Thirsties (ho amato il cotone/canapa, che ho appena acquistato anche in versione taglia unica!!), AI2 Pop-In e i Teby, perché erano quelli con la vestibilità più piccola e Didi non faceva ancora tanta pipì. Ottimi per assorbenza, anche con le cacche liquide dei neonatini, i fitted Petit Lulu, che non deludono mai, nemmeno nella versione newborn... ma la vera, grande rivelazione sono stati i prefold!!

I prefold cotone/canapa di Thirsties si sono davvero rivelati unici, per comodità ed assorbenza, persino nella fase di transizione dalla taglia newborn alla taglia unica, quando non sapevo davvero quale pannolino usare. Col senno di poi avrei potuto acquistare solo una ventina di prefold e quattro/cinque cover per fare con tranquillità i primi mesi (questo a dimostrazione di quanto, nonostante l'esperienza, non sia proprio così immediato trovare l'assetto migliore da subito).
I prefold certamente hanno degli svantaggi, che portano a sottovalutarne la praticità: non sono esteticamente appaganti come i fratelli modelli completi e agli inizi possono rivelarsi rognosi, fintanto che non si prende mano nel piegarli nel modo corretto e ad utilizzare gli snappi come chiusura. Una volta capito come metterli nel modo giusto sono favolosi, sia come tenuta delle cacche liquide, sia per la praticità di lavaggio e la velocità di asciugatura. Con un neonato e la cacca liquida avere un pannolino che si può mettere direttamente sul calorifero ed in poche ore è asciutto, è una comodità non da poco!
I prefold di Thirsties, in particolare, sono realizzati in tessuto misto cotone/canapa e sono ultra assorbenti, ma hanno anche la particolarità di essere realizzati in due strati separati (se riesco vi faccio un video nei prossimi giorni, per farvi capire cosa intendo) che ne permettono un'asciugatura molto rapida. Possono essere utilizzati più a lungo rispetto ai normali pannolini newborn completi ed anche essere ripiegati su sé stessi ed utilizzati come inserto assorbente all'interno di un pannolino pocket o di una cover con le tasche per gli inserti, come sono le Duo Wrap di Thirsties o le Cover Capri di Blueberry.

Questa è stata la nostra breve esperienza coi lavabili dalla nascita, ora ci stiamo addentrando nella fase dei taglia unica e sono pronta a vedere quali dei pannolini che ho messo via di Gabri andranno bene anche ad Andrea...
Voi avete usato i lavabili dalla nascita?
Raccontatemi la vostra esperienza!
Luisa ;-***

Sono 5

sono cinque

Sono cinque gli anni che sono passati dal giorno in cui la mia vita è cambiata per sempre. E lo ricordo ancora, come fosse ieri.
Cinque gli anni in cui ho imparato che non esiste cosa al mondo più difficile del dover prendere decisioni per conto di altri, specialmente quando questi altri sono le persone più importanti della tua vita.
Cinque anni di pochissime occasioni per poter stare da sola con me.
Cinque anni di pipì in compagnia, prima con te in braccio, poi con te che mi corri dietro e chiudi la porta alle tue spalle perché, mamma, non vorrai mica restare da sola!
Cinque anni senza silenzio, dentro e fuori di me.
Cinque anni, forse un po' meno, di ansia perché mangi poco e sei uno scheletrino.
Cinque anni in cui mi sono resa conto di come, tutte le cose che detestavo sentirmi dire da mia madre, io le ripeta costantemente a te: "metti il berretto", "mangia", "stai attento"...
Cinque anni di preoccupazione costante per la tua salute, attenuata solo in fase REM.
Cinque anni di coda e capelli lunghi, perché il tempo non è mai abbastanza, nemmeno per pettinarmi, a volte.
Cinque anni che farei di tutto, solo per vederti sorridere.
Cinque anni di sensi di colpa, perché tutto ciò che faccio per te, sospetto, avrei potuto farlo meglio!
Cinque anni che si, i sensi di colpa, ma chissenefrega!
Cinque anni in cui se la lavastoviglie non funziona, pazienza, ma il termometro no, quello DEVE funzionare!
Cinque anni che mi hanno fatto capire quanto sia difficile il mestiere del genitore.
Cinque anni che dico "è una fase"!
Cinque anni di fasi che si alternano, senza vedere la luce in fondo al tunellelelelelll del divertimentoooo
Cinque anni in cui maledico ciascuna di queste fasi, per poi benedirle e dirmi che non tornerei mai indietro! Mai.
Cinque anni in cui tu vieni prima di tutto e tutti. E tutto il resto non conta niente.
Cinque anni di te.
Cinque anni che ti amo più di ogni altra cosa.
Cinque.

Auguri amore. Auguri a te, per il tuo compleanno, ma anche a me e papà, che cinque anni fa abbiamo avuto la fortuna di diventare i tuoi genitori.
 

Vi presento Gerry Scotti

Sono passati più di due mesi da quando è nato ed ancora non vi ho parlato di lui.

Vi presento Gerry Scotti
Il nostro Gerry Scotti, ma chiamiamolo pure con il suo nome, Andrea - o Didi, come lo chiamiamo io e Gabri - è arrivato Lunedì 29 Gennaio, a 34 settimane di gravidanza. Quasi tre chili d'amore, in anticipo di un mese.
In molti mi avete scritto per sapere come stiamo e cosa sia successo. In realtà non è successo niente di particolare: tre giorni prima della sua nascita sono iniziate le contrazioni e quando sono entrata in travaglio lui era ancora in posizione podalica. Ebbene si: cesareo anche questa volta. E' andata così. Facciamocene una ragione!

Quello che è accaduto lo ricordo a tratti, probabilmente a causa dell'anestesia, che mi ha fatto stare veramente molto male, questa volta. Ricordo la preoccupazione di non averlo sentito piangere e di non averlo visto subito, come invece era accaduto durante l'intervento in cui è nato Gabriele. Qualche ora più tardi, nonostante lo stordimento, sono riuscita a capire che era stato portato in terapia intensiva neonatale, perché era nato prematuro, ma che stava bene. Sono davvero poche le cose che ricordo di quel Lunedì. Credo di essermi ripresa veramente appena il mattino successivo e a quel punto ero capace di pensare solo una cosa: che dovevo mettermi in piedi per andare a vedere il mio ometto.

Era uno scricciolo ai miei occhi, nonostante fosse un vero gigante, se paragonato ai bambini della terapia intensiva. Tanto grande e tanto piccolo. Col sondino che gli entrava nel nasino e gli dava tanto fastidio. Lo abbiamo chiamato "il nostro draghetto" (da lì Didi), perché il suono del suo respiro affaticato ci ricordava il respiro di un piccolo drago. Piccolo, ma coraggioso e forte. Aveva solo bisogno di tempo, per crescere ancora un altro po', per imparare a mangiare senza bisogno del sondino e a respirare bene.

Mangiare per lui non è mai stato un problema e continua ad essere così, per fortuna. Lui ha fame di continuo! Mangiare gli piace proprio e i più bei sorrisi li fa solo a pancia piena.
Respirare bene è stato il problema maggiore, quello per cui siamo stati costretti a rimanere dentro la TIN più di quanto avremmo voluto e sperato. Ma ad oggi anche questo problema sembra essersi risolto e la mia speranza è che diventi presto solo un ricordo, per poi sbiadire lentamente come le sfere della memoria a lungo termine di Inside Out.

Ed eccolo qui, il nostro ciccione! Lui è Andrea, ma potete chiamarlo Didi, o Gerry Scotti o Giole o Mattia.. Gabriele gli da un nome diverso ogni giorno. Prima o poi questa cosa diventerà un problema, ma per ora cerchiamo di non darci troppo peso.

Ero sinceramente preoccupata di come Gabri avrebbe vissuto questo nuovo fratellino, una volta "uscito dalla pancia". I giorni di terapia intensiva ci hanno fatto vivere tutto con qualche difficoltà in più, pratica ed emotiva. Lui più volte si è detto molto preoccupato per quel suo piccolo fratellino, che doveva rimanere tutto solo in ospedale, dimostrandomi, come al solito, di essere molto più sensibile di quanto potessi mai pensare. Anche ora che siamo a casa, a parte una sana gelosia, che lo porta a chiedere qualche attenzione più del solito e a piagnucolare un po' più spesso di quanto non facesse prima, è sempre molto dolce ed affettuoso con lui. Vuole tenerlo in braccio per massaggiargli la pancia, quando ha male e mi chiede di leggergli qualche storia per addormentarlo.

"Ho capito perché avete fatto Andrea, sai?!", mi ha detto un giorno. PANIC!!
"Perché io sono tuo, mamma e papà aveva bisogno di un bambino tutto per lui!!" 😍😍

Pannolini Lavabili e Inserti Assorbenti: Bamboo e Bamboo Charcoal

Partiamo dall'inizio: di che cosa si tratta? Da cosa sono composti gli inserti in bamboo che trovo in commercio?


INSERTI IN BAMBOO
Di fatto il nome corretto per definire questo tessuto sarebbe “microfibra di bamboo/viscosa di bamboo” o più precisamente “bamboo rayon”. Il rayon è una fibra tessile artificiale ottenuta trasformando, con processi chimici e meccanici, la cellulosa del fusto di bamboo in filamenti atti a essere utilizzati nell'industria tessile.   

*E' un tessuto naturale? E' un tessuto di DERIVAZIONE naturale, lavorato chimicamente.

*E' un tessuto "green"? E' etico/eco-friendly? Non direi. La coltivazione, la produzione e la lavorazione di questo tessuto è molto lontana dall'essere eco-friendly. Tuttavia, da un punto di vista puramente ambientale, le coltivazioni di bamboo richiedono l'utilizzo di un infinito quantitativo in meno di acqua e pesticidi rispetto alle coltivazioni di cotone (fatta eccezione per le coltivazioni di cotone organico). [3] [2]

*E' biodegradabile? “Rayon was found to be more biodegradable than cotton, and that more than acetate.”[1] Letteralmente, in una scala di biodegradabilità dei tessuti, il bamboo risulta essere più biodegradabile nell'ambiente del cotone, che a sua volta è naturalmente più biodegradabile dei tessuti in acetato.

*E' certificato? Può esserlo, certamente. Ricordiamoci però che la certificazione di un capo di abbigliamento, sia esso in cotone o altro tessuto, non significa necessariamente che questo sia “green/ecologico” o realizzato senza l'impiego di sostanze chimiche inquinanti e nocive. Le sostanze chimiche impiegate nella lavorazione dei tessuti, nella maggior parte dei casi, non permangono sulle fibre di tessuto a fine processo; la certificazione OEKO-Tex ci dice che il prodotto finito non presenta traccia di sostanze chimiche dannose per la salute di chi utilizza il capo, ma non che per la produzione del tessuto utilizzato o che la lavorazione del capo siano state condotte senza l'impiego di sostanze chimiche nocive per la salute dei lavoratori e per l'ambiente.
“Oeko Tex certifies that the finished fiber has been tested for any chemicals which may be harmful to a person’s health and contains no trace of these chemicals.) Oeko Tex certifies only the final product, i.e.,the fibers or the fabric. They do not look at the production process, which can be devastating.”[5]

Perciò OCCHIO: non facciamoci fregare da chi ci dice: preferisco il cotone al bamboo perchè è più etico/salutare...!!Ci sarebbe moltissimo da dire anche riguardo le coltivazioni di cotone e alle sostanze impiegate per la sua lavorazione..

*E' antimicrobico? Negli anni se ne sono sentite di ogni sulla questione antibatterica del bamboo (la stessa cosa vale anche per altre fibre di derivazione naturale ultramoderne). Alcuni studi recentemente sponsorizzati dalla Lenzing dimostrerebbero che: “bacterial growth on textiles made from cellulosic fibers as compared to synthetic fibers showed lower bacterial growth” [5] – cioè che la crescita batterica su tessuti derivati da fibre di cellulosa sarebbe inferiore a quella riscontrata su fibre sintetiche. Tuttavia non mi fossilizzerei su questo fattore, come unica ragione per scegliere un inserto in bamboo piuttosto che uno in altro materiale.

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INSERTI IN BAMBOO CHARCOAL

Quando si parla di inserti in bamboo charcoal ci si riferisce principalmente ad una fibra tessile in rayon di bamboo trattata con nanoparticelle di carboni attivi [7] – in questo caso carboni derivati dal legno di bamboo. Il carbone vegetale impiegato nei tessuti deriva da una particolare specie di bamboo, sottoposta ad un trattamento con il calore (in forno con temperature superiore agli 800°); a questa vengono normalmente attribuiti diversi “pregi”, tra cui una migliorata capacità assorbente e un affetto anti-odore [9].
Il carbone attivo viene attualmente impiegato in molti prodotti ad uso comune e di varia natura: come agente depurante in filtri per l'acqua e l'aria, come agente decolorante in stabilimenti tessili, come assorbi odori, come colorante alimentare (vedi foto), come attivo dalle proprietà astringenti e sbiancanti in dentifrici e cosmetici e anche per os, per la sua capacità di assorbire i gas intestinali.

*Come sono fatti gli inserti in bamboo charcoal? Perché sono grigi/neri?
In generale gli inserti in bamboo charcoal sono realizzati con degli strati di viscosa di bamboo, trattata con nanoparticelle di carbone attivo, racchiusi da uno o più strati di tessuto in semplice microfibra o micopile (a seconda dell'azienda). La viscosa di bamboo trattata con i carboni vegetali è per natura di colore grigio/nero, colore che riprende la colorazione tipica del carbone e che vediamo generalmente anche in tutti i prodotti a base di carbone vegetale (vedi la colorazione del pane con carbone o delle compresse di carbone vegetale). La scelta di “racchiudere” questo tessuto in strati di microfibra è per minimizzare al massimo la possibilità di reazioni allergiche o di fastidi dati dalle polveri di carbone a contatto con la pelle. La scelta del colore scuro della microfibra, nella maggior parte dei casi, è puramente estetica.

*E' green? E' etico/eco-friendly? Vedi risposta precedente, per ciò che riguarda le sole fibre di viscosa di bamboo.

*Fa male alla salute del mio bambino? La lavorazione e la produzione del carbone vegetale sono certamente responsabili dell'immissione nell'aria di polveri poco salutari, che a lungo andare possono compromettere la capacità respiratoria, provocando tossi e problemi respiratori anche gravi. “The World Health Organization shows, as with any charcoal, long exposure to bamboo charcoal dust can cause mild coughing.”[7]
Ciò si riferisce genericamente al danno sulla salute arrecato dall'immissione di polveri di carbone nell'ambiente da parte delle aziende che lo producono (ma anche da scarichi abusivi a muro di stufe a legna o pellet..), mentre non esistono evidenze scientifiche che colleghino problemi di natura respiratoria all'utilizzo dei carboni vegetali in alimenti, tessuti o prodotti di tipo cosmetico.

*Assorbe più del solo bamboo? Si, i tessuti in rayon di bamboo trattati con nanoparticelle di carbone attivo hanno dimostrato di avere una capacità assorbente superiore (a lungo andare) rispetto alla sola viscosa di bamboo. “Grazie all'elevata area specifica il carbone attivo è in grado di trattenere al suo interno molte molecole di altre sostanze, potendo accomodare queste molecole sulla sua estesa area superficiale interna; in altre parole, il carbone attivo è un materiale che presenta elevate capacità adsorbenti.” [9] Nella maggior parte dei casi, quello che limita il potere assorbente degli inserti in bamboo charcoal è la presenza degli strati in microfibra/micropile esterni. E' abbastanza ovvio che un inserto a 4 strati di solo bamboo rayon assorbe più di un inserto in cui un unico strato di bamboo charcoal si trova racchiuso in mezzo a due strati di microfibra.

*Se è così innocuo, perché rivestirlo di microfibra e non lasciarlo direttamente sulla pelle? Di fatto non esistono studi scientifici che provino al 100% che le nanoparticelle di carbone vegetale, a contatto con la delicata pelle dei bambini, non possano innescare fenomeni di sensibilità cutanea, rossori e/o allergie. Sappiamo bene quanto delicata sia la pelle dei nostri bambini e quanto soggettiva sia la reazione che questa ha a contatto con i diversi tipi di tessuto. Per questa ragione, e poichè nessuno intende utilizzare i nostri bambini come cavie, fintanto che non vi saranno studi scientifici che ne attestino la completa sicurezza, inserire il tessuto lavorato con nanoparticelle di carbone vegetale tra due strati in altro tessuto, minimizza al massimo il rischio di reazioni cutanee.


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Come scegliere dunque?
Abbiate pazienza ancora qualche giorno e proverò a buttare giù due righe di consigli e idee su come segliere e valutarequali materiali scegliere per gli inserti assorbenti dei pannolini dei nostri bambini.
Spero che questo articolo/ricerca vi sia stato utile per fare chiarezza su alcuni punti e per approfondire l'argomento.
LUISA***


LINK AGLI ARTICOLI:
1 https://en.wikipedia.org/wiki/Rayon#Production_method
2 https://en.wikipedia.org/wiki/Textile_manufacturing#Cotton
3 https://en.wikipedia.org/wiki/Bamboo_textile#Ecological_considerations
4 http://www.ecobabysteps.com/2013/06/25/whats-the-deal-with-charcoal-bamboo/
5 https://www.treehugger.com/style/bamboozled-bamboo-fabric-far-from-eco-friendly-says-ftc.html
6 https://oecotextiles.wordpress.com/2009/08/19/348/#_ftnref1
7 http://www.pointexspa.it/Tessuti_per_materassi/Bamboo_Charcoal/19
8 https://en.wikipedia.org/wiki/Bamboo_charcoal
9 https://it.wikipedia.org/wiki/Carbone_attivo

SALVIETTE LAVABILI - Tutto quello che c'è da sapere!

Quest'anno ho davvero saltato a piè pari i post a tema natalizio 😋, ve ne siete accorti? Vi sono mancati? A me no.
SALVIETTE LAVABILI - Tutto quello che c'è da sapere!

Una domanda che mi viene fatta molto spesso, di recente, ha a che fare con l'utilizzo e la gestione delle salviette lavabili per il cambio pannolino. Faccio una premessa, più che doverosa: quelle che vedete nella foto del titolo sono le mie salviette lavabili e mi sono state regalate quando è nato Gabriele - ormai quasi cinque anni fa - da una mamma molto più in gamba e lungimirante di me, sulla questione "lavabili". Io, all'epoca, mi stavo veramente cercando, ma è così che un regalo, allora poco compreso, è diventato uno dei regali nascita più apprezzati, utili ed utilizzati di sempre!

Le mie salviette sono in pile, ritagliate manualmente da una delle mitiche copertine Ikea, di cui tanto si sente parlare, ma se non avete tempo per ritagliarvele (e non avete la fortuna che ho avuto io), sappiate che negli ultimi anni sono comparse sul mercato salviette lavabili pronte, di numerose marche e tessuti. Ne trovate di morbidissime in velour di cotone, di super assorbenti in spugna di bamboo, di fatte a mano sartoriali, oppure di ultra economiche in perfetto stile Amazon. A voi la scelta!

Sono sempre stata una grande fan delle salviettine umide, specialmente fuori casa, ma col tempo ho imparato ad apprezzare le lavabili e, credetemi, la loro gestione è davvero molto meno complicata di quanto può sembrare! In questo caso, ancor più che per quanto riguarda i pannolini, sono davvero palesi i vantaggi del loro utilizzo, sia sotto un profilo economico/ecologico, che per quanto riguarda la tutela della salute dei nostri bambini. Con le salviette lavabili, infatti, è possibile scegliere consapevolmente con che cosa detergere il nostro bambino, senza bisogno di nozioni chimiche sugli INCI dei cosmetici! Se state meditando di iniziare ad utilizzare i pannolini lavabili, oppure ne fate già uso, affiancare alla loro gestione quotidiana quella delle salviette lavabili sarà oltremodo facile.

Come le lavo? Dopo avergli dato una rapida sciacquata sotto l'acqua corrente è possibile metterle in una wetbag in attesa del lavaggio e lavarle assieme al bucato o ai pannolini lavabili. Lavaggio di routine, niente di particolare! Igienizzante ad alte temperature una tantum o in casi particolari.

Come le utilizzo? Esistono principalmente due modi per gestire le salviette lavabili per il cambio, che potremmo distinguere, per comodità, in "pronte all'uso" e "a secco". Una modalità non esclude l'altra: è possibile utilizzarle entrambe, a seconda dell'occasione e della necessità del momento. Per utilizzarle comodamente, sia dentro che fuori casa, non è necessario che vi dotiate di aggeggi particolari: vi sono sufficienti 1/2 spruzzini riutilizzabili di piccole/medie dimensioni (come quello della mia foto), 1/2 bustine richiudibili (quelle colorate dell'Ikea sono perfette) ed eventualmente di una wetbag di medie dimensioni per sfruttarle al meglio.

Vediamo in cosa cosa consistono i due sistemi di cui vi parlavo.
Il sistema di utilizzo "pronte all'uso" prevede che le salviette vengano preventivamente imbevute nella soluzione prescelta per la detersione. In questo modo le salviette risultano già umidificate e, di conseguenza, pronte all'uso. Un sistema davvero molto pratico, specialmente fuori casa, quando andiamo in posti in cui non sappiamo se troveremo luoghi adatti al cambio. Le salviettine imbevute necessitano, ovviamente, di un sacchettino il più possibile ermetico per essere trasportate senza bagnare e senza seccare. In questo le bustine Ikea con le doppia chiusura sono davvero fantastiche perché economiche, disponibili in diversi formati e, sopratutto, riutilizzabili.
Volendo utilizzare questo sistema anche a casa, sappiate che esistono in commercio degli speciali contenitori in grado di mantenere le salviette umide e di riscaldarle.
Lo svantaggio? Il tempo. Per evitare pericolose contaminazioni batteriche delle salviettine, che non sono sterili, queste possono essere conservate umide per pochissimo tempo: uno o due giorni al massimo. Poi vanno sostituite.
Il sistema "a secco", in un certo senso, evita proprio questo problema, perché le salviettine vengono conservate in casa e trasportate fuori asciutte e pulite. Al momento del cambio sarà la nostra soluzione detergente, accuratamente preparata e conservata in uno spruzzino, a inumidire pelle e salvietta, per pulire il nostro bimbo. Questo sistema risulta essere sicuramente più igienico, ma meno rapido e pratico, specie per quei bimbi che si agitano e detestano essere cambiati.

In entrambi i casi l'uso di una wetbag di taglia media, magari di quelle con la doppia chiusura a zip, è ideale per trasportare ed utilizzare fuori casa.

Che soluzione detergente uso per bagnare le salviette lavabili? La risposta è varia in base all'età del vostro bambino e alla sensibilità della sua pelle. Personalmente vedo che vanno molto le "emulsioni" con oli essenziali e devo dire che quasi mai mi capita di consigliarle. Gli oli essenziali (per quanto siano naturali e sicuramente meno nocivi di alcuni componenti chimici che troviamo in molti noti marchi di cosmesi per la prima infanzia) sono sostanze troppo aggressive per i bambini piccoli, potenzialmente irritanti e sensibilizzanti. Nelle primissime settimane di vita, acqua e camomilla (conservata non troppo a lungo, mi raccomando) potrebbero essere più che sufficienti. Se non sapete proprio che pesci pigliare, ci sono in commercio spray di soluzioni già pronte (non ne ho mai autilizzati perciò non ne avrei da consigliarvi) oppure delle pastiglie pronte, da disciogliere nello spruzzino. Se cercate su pinterest e ve la cavate con l'inglese trovate centinaia di ricette per auto produrvi anche i cubetti a casa.

Di quante salviette lavabili ho bisogno? Non esiste una regola precisa. Vi direi di iniziare con una decina di salviette, per poterle provare qualche giorno tra un lavaggio e l'altro e vedere se fanno al caso vostro. Come dicevo, se ne trovano di estremamente economiche e si possono auto produrre con facilità da tessuti e vecchi asciugamani. Valutate la loro praticità ed effettiva compatibilità con i vostri ritmi e routine quotidiane.

Una volta tolto il pannolino, cosa me ne faccio di queste salviette? Queste salviette lavabili si sono rivelate, nel tempo, uno dei regali più utilizzati che ci siano stati fatti. Anche dopo aver spannolinato Gabriele le ho continuate ad usare per la mia pulizia del viso serale. Si sono rivelate perfette per struccare e rimuovere il trucco e vi assicuro che ombretto e fondotinta le hanno rovinate e macchiate molto più della cacca di Gabriele! 😖 Detta con estrema schiettezza!

Credo di avervi raccontato un po' tutto quello che c'è da sapere sulle salviette lavabili e sul loro utilizzo, ma se avete ancora qualche perplessità o domanda potete sempre scrivermi, sarò felice di rispondere. Se invece le avete già usate o le state utilizzando, raccontateci la vostra esperienza nei commenti, potrà sicuramente tornare utile a chi ci sta pensando..
LUISA :-***

Miscela Anti-Smagliature - FAI DA TE GRAVIDANZA

Potremo definirlo un post "parte 2" con alcune modifiche e - mi auguro - migliorie, apportate in seguito all'esperienza della prima gravidanza.
Miscela Anti-Smagliature - FAI DA TE GRAVIDANZA

Anni fa vi avevo accennato ai rimedi che adottati, nel tentativo di prevenire le smagliature sul pancione, durante i mesi di gravidanza ( Leggi Articolo -> Oddio/Addio Smagliature! ). Vi avevo descritto sinteticamente il problema, di che tipologia di inestetismo di parla e quale miscela di oli avevo preparato per prevenirle, in fasi gestazionali ancora piuttosto acerbe.

La verità è che la cosa di cui sono stata veramente carente è la COSTANZA; la costanza di applicare la miscela di oli che mi ero preparata e che forse mi avrebbe aiutato, negli ultimi mesi, ad evitare la formazione delle smagliature sul pancione.
Fino all'ottavo mese non ne ho avute, ma con Gabriele podalico traverso, durante le ultime settimane prima del parto mi si sono formate delle cicatrici piuttosto spesse ed evidenti sopra l'ombelico e nel punto in cui lui spingeva con i piedini.

La costanza, ahimè, rimane una cosa che non posso assumere per os, a mò di compressa - cosa che nella vita, in generale, mi sarebbe alquanto utile - ma questa volta ho deciso di adottare una formulazione diversa per il mio pancione. Non che la precedente non andasse bene, ma ho trovato che l'olio di Calendula irrancidisse con eccessiva rapidità ed ho anche preferito eliminare del tutto la profumazione, derivata dall'O.E. di Finocchio.

miscela

* Olio di Mandorla BIO. Ottenuto per spremitura a freddo è il più classico e comune degli oli vettori, utilizzati nelle miscele. Spesso sottovalutato è ottimo da utilizzare sul pancione per le sue innate proprietà emollienti e lenitive;
*Olio di Rosa Mosqueta BIO. Ottenuto per spremitura a freddo dei semi di Rosa Affinis Rubiginosa o Rosa Moschata è un concentrato naturale di acidi grassi poliinsaturi ed acido trans-retinoico. Uno degli oli vegetali con la maggior azione rigenerante e cicatrizzante dei tessuti, perfetto per la gravidanza e per la prevenzione dalle smagliature del pancione. Ha un solo difetto, secondo me: l'odore. Ha un odore sempre molto forte, che personalmente non amo molto;
*Vitamia E Acetato o Tocopheryl Acetato. Un olio denso, trasparente e inodore. Si tratta di un estere della vitamina E, in grado di trasformarsi in vitamina E a contato con la pelle. Non ha lo stesso potere antiossidante del tocoferolo puro, ma a me interessa essenzialmente per le sue proprietà emollienti e cicatrizzanti.

Potete realizzare questa miscela in percentuali variabili, io ho fatto: 60% Olio di Mandorle / 30% Olio di Rosa Mosqueta / 10% Vitamina E Acetato.
Trovate tutti i componenti per questa miscela in vendita con estrema facilità, ma ricordate di utilizzarla il più rapidamente possibile e di tenerla lontana da fonti di luce e calore.


Per massimizzarne l'effetto, cerco di applicare quest'olio subito dopo aver fatto la doccia e massaggiato la pelle del pancione con uno scrub delicato, che ho realizzato con della mandorla micronizzata (se non avete altro, potete utilizzare una manciata di zucchero di canna e sfregarlo delicatamente sulla pelle umida, per poi risciacquare).

Voi come siete messe a smagliature? Avete adottato qualche rimedio particolare?
Luisa ;-**