INPS - Congedo di Maternità Anticipata

7.1.13 Luisa NeoMamma On Board 3 Comments


pancia
Oggi sono ufficialmente alla 24° settimana (+ 3 giorni) di gravidanza e sono a casa in congedo di maternità anticipata da circa un mese e mezzo.

E qui ci vorrebbe una piccola premessa.
Per non leggere i miei deliri sul lavoro saltate questa parte scritta in arancio.
Premetto che sono attualmente assunta con un contratto a chiamata, di quelli senza obbligo di rispondere alla "chiamata": uno di quei meravigliosi contratti che vanno TUTTI a favore del datore di lavoro non troppo onesto. Forse l'idea di rendere possibili simili tipologie contrattuali è nata dall'intento di ridurre il lavoro in nero nel paese, ma di sicuro non rende la vita più facile a chi, come me, vi è incastrata in mezzo. Mi spiego. Per contratto non avrei l'obbligo di tenermi libera per rispondere alla "chiamata" del mio datore di lavoro, che dovrebbe avvenire con un minimo di due giorni di anticipo (minimo specificato all'interno del contratto stesso e praticamente mai rispettato), ma è evidente che se non rispondo alla "chiamata" in questione non lavoro e che se non lavoro non guadagno.
Perciò ecco decadere il discorso dell'obbligo alla risposta facoltativo, mentre il mio titolare non ha la minima necessità di pagarmi l'indennità corrispondente.
Oltre a questo e ai fallimentari tentativi di porre un controllo sull'avvenuta chiamata del dipendente della scorsa estate (sistema davvero a dir poco geniale), la maggior parte delle ore in cui lavoro non viene comunque segnalata a chi, a fine mese, mi prepara la busta paga. E non esistono controlli che reggano.
Con l'ovvio risultato che lavoro per l'80% in nero e che se non voglio ritrovarmi in mezzo ad una strada mi devo rassegnare a non vedermi pagati i contributi.
L'ovvietà, secondo lo stato, sarebbe che io denunci tale evasione... rimanendo inevitabilmente senza lavoro..
E' una triste realtà, così come ce ne sono migliaia di altre simili e persino peggiori, in questo paese.

Nel mese di Novembre 2012 vengo ricoverata in ospedale per delle perdite ematiche di origine tuttora sconosciuta e il mio datore di lavoro si è molto preoccupato di riferirmi che lavorare avrebbe potuto essere rischioso per la mia salute e quella del mio bambino.
Onestamente ho insistito un pò per poter guadagnare qualcosina almeno sotto Natale.
Al chè mi viene gentilmente richiesto di rassegnare le dimissioni.
Quasi ci casco, nella convinzione che chi abbia ideato un tal geniale contratto a chiamata non potesse aver previsto un'indennità di maternità.
Perchè, avrò pure quasi due lauree, ma in materia economico/amministrativa (o quel che è) non ci capisco proprio un fiasco vuoto!

NON SIATE MAI SCEME COME ME. NON FATEVI ABBINDOLARE!
IL DIRITTO ALL'INDENNITA' DI MATERNITA' E' STATALE. VIENE ANTICIPATO DAL DATORE DI LAVORO IN BUSTA PAGA E POI GLI E' QUASI TOTALMENTE RIMBORSATO DALLO STATO. SPETTA ANCHE ALLE DONNE DISOCCUPATE!!
Il congedo di maternità obbligatoria è previsto a partire dai due mesi che precedono la data presunta per il parto fino al termine dei tre mesi seguenti alla nascita del bambino.

Il congedo di maternità anticipata, invece, è previsto per i due seguenti casi:

- Per le donne che fanno lavori considerati a rischio, che devono necessariamente eseguire sforzi fisici i quali potrebbero costituire un pericolo per la gravidanza oppure che sono a rischio di contagio con malattie infettive.
In questo caso dovrebbe essere sufficiente presentarsi all'Ispettorato del lavoro della propria città per consultare l'elenco completo delle categorie di lavoratrici che possono accedere al congedo di maternità anticipata a causa della pericolosità del lavoro che svolgono e compilarne i moduli per la richiesta. Nel mio caso, ad esempio, essendo assunta come impiegata, il mio lavoro non viene considerato "a rischio" in quanto è previsto che le mie mansioni possano essere ridotte o modificate per non costituire un effettivo pericolo. Poco importa se ciò sia realmente possibile o meno.

- Una seconda possibilità è il congedo di maternità anticipata per gravi problemi fisici o per grave patologia, come possibili minacce d'aborto.
Qualora durante il corso della gravidanza dovessero insorgere problemi che potrebbero compromettere il corretto sviluppo del feto e minacciarne la sopravvivenza, come previsto dall'ex Art. 17 Comma 2 del D.Lgs. 151/01, modificato a partire dal 1 Giugno 2012, ai sensi del 3° Comma dell'Art. 15 del D.L. 5/12, non è più necessario recarsi presso l'Ispettorato del lavoro, ma bisogna andare alla S.C.Accertamenti Clinici di Medicina Legale della provincia in cui si ha residenza.
Se, come nel mio caso, lavorate in una provincia diversa da quella in cui avete residenza, fate attenzione a non farvi confondere, perché nonostante il decreto sia del mese di Giugno 2012 non tutte le provincie sono ancora attrezzate per lavorare allo stesso modo. Informatevi presso la A.S.S. della vostra provincia di residenza su quali sono le loro specifiche modalità per richiedere il congedo di maternità anticipata.

Nel mio caso, mi sono presentata con tutta la documentazione clinica del ricovero ospedaliero e il certificato di rischio della mia ginecologa privata presso un ginecologo designato dall'Azienda Sanitaria, il quale mi ha fatto un'ultriore visita di controllo e rilasciato una carta in cui si certifica l'effettivo rischio per la gravidanza e la necessità di astensione dal lavoro. Poi ho dovuto consegnare il tutto e compilare un modulo di richiesta all'Ufficio del Dipartimento di Prevenzione.
Informatevi e non lasciatevi abbattere, perché la burocrazia è sempre complessa.
Io in quei giorni non ne potevo più e onestamente mi domandavo se valesse la pena di fare tanta fatica per quei 100€ al mese che prendo in busta paga. Stavo male e continuavano a mandarmi da un ufficio all'altro senza dirmi cosa dovevo fare.

Tenete duro e non rinunciate a combattere per la vostra salute e per quella del bambino che portate in grembo!
Lo stato italiano non tiene molto in considerazione la maternità, ma quel poco che ci è dovuto, quando ci è dovuto, prendiamocelo!

Grazie a chi mi ha supportato e sopportato in quei giorni orrendi e grazie a tutti quelli che mi hanno aiutata a venirne fuori e a capirci qualcosa.
Grazie a Stefano, che mi ha scarrozzata per chilometri e ha sopportato le mie crisi di pianto isterico.

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3 commenti:

  1. grazie mille....mi trovo nelle stesse condizioni ( tranne 100 euro in busta paga :) )
    una sola domanda: quanti giorni sono passati da quando hai fatto la visita con il ginecologo e poi hai presentato il tutto all'Ufficio del Dipartimento di Prevenzione?
    e come va calcolato? l'ultima busta paga, oppure si fa un conteggio degli ultimi 12 mesi?

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  2. grazie mille....mi trovo nelle stesse condizioni ( tranne 100 euro in busta paga :) )
    una sola domanda: quanti giorni sono passati da quando hai fatto la visita con il ginecologo e poi hai presentato il tutto all'Ufficio del Dipartimento di Prevenzione?
    e come va calcolato? l'ultima busta paga, oppure si fa un conteggio degli ultimi 12 mesi?

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  3. Ohmamma, sono passati diversi anni e non sono sicura di ricordare tutto perfettamente.. però a suo tempo ero andata a consegnare tutta la documentazione il giorno stesso della visita ginecologica. Ricordo perfettamente che l'impiegata dell'ufficio era particolamrente scocciata perchè ero arrivata dieci minuti prima che chiudesse lo sportello.. ma per me fare tutto in un'unica giornata era la cosa ideale, non stavo molto bene e meno dovevo muovermi e meglio era. Io quella volta avevo dovuto portargli solo l'ultima busta paga. Ora non so se sia diverso..

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