Bacarozzi da gravidanza - prima parte - Citomegalovirus, Toxoplasma

22.3.13 Luisa NeoMamma On Board 7 Comments


"Bacarozzi" era il nomignolo più comunemente utilizzato in università dal docente di Chimica Farmaceutica nel riferirsi a batteri e virus di vario genere, mentre ci spiegava il meccanismo d'azione di antibiotici e antivirali. Mi è rimasto in mente perché allora suscitava una certa simpatia, così lo ho riutilizzato in questo contesto, senza voler per questo minimizzare sui rischi delle malattie infettive durante la gravidanza.

Il Merck specifica che "le malattie infettive, che non siano infezioni delle vie urinarie o di origine virale, costituiscono una rara complicanza della gravidanza e, generalmente, non comportano problemi". 
Questo nel caso in cui non si tratti di quelle specifiche infezioni per le quali ogni donna viene sottoposta a controlli medici e analisi del sangue costanti durante i nove mesi di gestazione. Malattie come la Rosolia, l'Epatite Infettiva oppure infezioni da Citomegalovirus o Toxoplasma possono, infatti, avere degli effetti ben precisi sul feto, anche piuttosto gravi.
Anche su questo argomento si trovano informazioni di ogni genere. Vi farò dei piccoli riassunti che aiutino a trovare un po' di chiarezza.

Citomegalovirus (CMV):
Di cosa si tratta? 
Appartiene alla famiglia degli herpes-virus, la cui infezione è piuttosto comune e avviene attraverso le secrezioni ed i fluidi dell'organismo: saliva, sangue, urine, lacrime ecc. E' possibile reinfettarsi anche dopo aver già contratto l'infezione una prima volta, ma nella maggior parte dei casi la malattia è asintomatica oppure si manifesta come una semplice sindrome influenzale. Può tuttavia essere pericolosa durante la gravidanza poiché questo virus è in grado di attraversare la barriera placentare e contagiare il feto. Tale rischio varia a seconda che si tratti di un'infezione primaria o secondaria: nel primo caso il rischio di trasmissione si aggira attorno al 40% mentre nel secondo le probabilità sono quasi del tutto nulle. Inoltre se l'infezione viene contratta dopo il quinto mese di gestazione i rischi per il piccolo sono notevolmente inferiori.
Cosa provoca? 
L'infezione da Citomegalovirus è la prima causa al mondo di sordità congenita e ritardo mentale nei neonati. 
Come si controlla? 
Il test di verifica dell'avvenuta infezione da Citomegalovirus si esegue attraverso un semplice prelievo del sangue (questo test non necessita che voi stiate a digiuno prima di eseguirlo), ma non è previsto tra quelli convenzionati con il SSN, perciò è a pagamento, sia prima che durante tutta la gravidanza. Questo test ricerca le IgG (anticorpi-memoria) per il virus che, qualora dovessero risultare presenti (risultato positivo alle IgG), sono indice del fatto che l'infezione è già stata contratta dalla donna in passato, mentre la contemporanea assenza di IgM (anticorpi presenti nella fase acuta della malattia) indica che non è in corso una eventuale reinfezione. Se entrambe IgG ed IgM risultassero negative significa che la donna è potenzialmente a rischio di contagio e che dovrà ripetere il test più frequentemente durante la gravidanza.
Precauzioni: 
Non esistono attualmente vaccini. L'infezione da Citomegalovirus perdura generalmente nei bambini molto più a lungo che negli adulti perciò ne sono più facilmente contagiate (e dovrebbero quindi prestare maggior attenzione) le donne che passano gran parte della giornata con essi nelle scuole oppure quelle che hanno già un figlio o più in età scolastica (anche se è altrettanto più probabile che queste stesse donne ne siano già state infettate una prima volta). 

Toxoplasmosi:
Di cosa si tratta?
Il Toxoplasma Gondii è un protozoo di natura ubiquitaria. 
Come si contrae l'infezione e cosa provoca?
L'infezione da Toxoplasma può essere congenita, trasmessa per via placentare al feto dalla madre infetta durante la gravidanza oppure acquisita sopratutto ingerendo carni crude o poco cotte, generalmente di agnello, maiale o manzo oppure mangiando vegetali crudi, non accuratamente lavati. L'infezione acquisita, in condizioni normali, passa generalmente inosservata, mentre in altri casi può provocare un ingrossamento dei linfonodi e febbre. 
La probabilità di trasmissione del parassita al feto durante la gravidanza aumenta man mano che ci si avvicina al termine (è di circa l'80% verso la 36° settimana di gestazione), ma i danni che può causare al piccolo sono minori quanto più il contagio avviene in epoca avanzata. Ne consegue che il periodo peggiore per il contagio è verso la 20°/24° settimana dove le probabilità di trasmissione sono abbastanza elevate e le conseguenze per il bambino potrebbero essere ancora piuttosto serie.
Come si controlla?
Il Toxotest viene effettuato attraverso un semplice prelievo di sangue (anche questo non necessita che voi stiate a digiuno prima di eseguirlo) e permette di verificare la presenza o meno di anticorpi che ne stabiliscono un'eventuale precedente infezione. Qualora il risultato del test eseguito nei primi mesi di gestazione indicasse che la donna è a rischio di infezione (ovvero se risultasse negativo) i successivi controlli fanno parte di quelle prestazioni gratuite previste dal SSN, per tutti i mesi successivi, fino al concepimento. Per verificare l'avvenuta trasmissione del parassita al feto è possibile eseguire un test che esamina il liquido amniotico e ne controlla l'eventuale presenza.
Cosa provoca?
Con le dovute cure il 90% dei bambini contagiati in gravidanza non manifesta sintomi evidenti al momento della nascita. Tuttavia in alcuni rari casi i bambini, non curati tempestivamente, hanno manifestato ridotte capacità visive, epilessia e forme diverse di ritardo mentale.
Precauzioni:
Consumare solamente carni ben cotte evitando gli insaccati, le uova crude e le salse che le contengono (maionese fatta in casa, tiramisù ed altri dolci al cucchiaio che prevedano creme con uova crude ecc.) ed i formaggi non pastorizzati. Lavare sempre accuratamente con acqua corrente frutta e verdura prima di mangiarla, specialmente cruda. Indossare guanti protettivi quando si fa giardinaggio per evitare l'eventuale contatto con le feci di animali infetti. Evitare di pulire o venire in contatto con le feci degli animali domestici, anche se questi non escono di casa e vengono alimentati con prodotti in scatola sottoposti a controlli di qualità. Più in generale, lavare sempre accuratamente le mani prima di manipolare il cibo.



Ho iniziato con questi due perché sono quelli che mi hanno riguardata più da vicino finora, ma prossimamente parlerò anche degli altri casi.
Vi lascio anche un articolo di giornale che ho trovato tempo fa sul problema della Salmonella, potrebbe essere interessante.


7 commenti:

  1. Il Citomegalovirus ce l'ho avuto, la toxo no....ed ora a otto mesi di gravidanza sento ovunque odore di prosciutto!!!! Ho allertato tutti i parenti....a parto avvenuto niente fiori ma panini grazie!!!!!

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  2. Ciao! Ho visitato il tuo blog e mi è piaciuto! :) hai vinto un premio, che puoi ritirare qui http://www.unamammachelavora.com/2013/03/liebster-award.html!

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    1. Ma graaaaazie!!!!!!
      Come ho scritto anche nel tuo blog, appena posso pubblico il post sul premio che mi hai assegnato!!!!!

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  3. Ciao! Compimenti per il tuo blog, leggendo qualche tuo post mi è dispiaciuto avere già partorito... saresti stata una compagna di avventure, in molte cose mi rivedo parecchio! Ti seguo volentieri e se hai piacere questo è il mio blog:

    www.lamammadiprince.blogspot.it

    Ti auguro 9 mesi (e seguenti) pieni di emozioni come solo un futuro figlio sa dare!

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    1. Grazie di essere passata, mi fa davvero piacere!! E poi tra qualche mese avremo di nuovo molto in comune di cui discutere :-))

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  4. Ciao, ho letto di recente un articolo che può interessarti riguardo il citomegalovirus, molto completo, ma pur sempre leggibile. http://www.malattievirali.it/malattie-virali/citomegalovirus/56-citomegalovirus-un-rischio-se-contratto-in-gravidanza
    Spero ti possa essere d'aiuto!
    Francesca

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