Corso pre-parto: sesto incontro - seconda giornata con i papà - subito dopo il parto, il parto cesareo, il bonding, la donazione cordonale,

20.3.13 Luisa NeoMamma On Board 0 Comments


Eccoci di nuovo qui. Al secondo ed ultimo incontro dedicato ai papà.
Abbiamo inizialmente ripreso con il discorso dei massaggi durante il travaglio, dando uno sguardo ad un'altra scheda sul tema -> Vedi scheda 1 aprendo il "Continua a leggere" a fine post

Abbiamo poi visto un filmato che raccontava, a grandi linee, quello che accade all'interno della sala parto nel momento immediatamente successivo all'espulsione del bambino: anzitutto si attende che venga espulsa anche la placenta, che viene immediatamente controllata dall'ostetrica. Ad un certo punto il cordone ombelicale dovrebbe smettere di pulsare, indicando che è giunto il momento in cui può essere tagliato. Per la donazione del sangue cordonale, invece, l'ostetrica ci ha spiegato che si ha la necessità di tagliare il cordone quando questo è ancora pulsante, pratica che, a sua detta, non comporta una reale sofferenza o pericolo per il piccolo. Ammetto la mia più totale e completa disinformazione in merito. Non ho ancora partecipato all'incontro dedicato alla questione perciò non ho abbastanza informazioni da fornirvi. Vi lascio scritto quello che c'è stampato sulla brochure che mi hanno lasciato all'ospedale ed alcuni link che forse potrebbero rivelarsi utili:

Chi può donare?:
La donazione del sangue del cordone ombelicale può essere effettuata da partorienti in buone condizioni di salute. La donazione è libera e anonima.
Il sangue placentare può trasmettere malattie virali e/o genetiche ai riceventi.
Non possono quindi essere accettate come donatrici le persone affette da tali patologie.

Come avviene il prelievo?:
In tutta sicurezza. Il prelievo avviene subito dopo il parto, sia naturale che cesareo, quando il neonato è già stato affidato alle cure dell'ostetrica o del pediatra. Mentre la placenta è ancora in sede, si collega sterilmente il cordone con una speciale sacca dove viene raccolto il sangue senza che il procedimento comporti alcun fastidio per la mamma. La sacca viene poi inviata entro 48 ore alla Banca del Sangue Cordonale dove verrà congelata, custodita e resa disponibile in caso di necessità.

Come si diventa donatrici?:
Prima del parto: in seguito ad un colloquio con il personale sanitario del Punto Nascita che informa sulla procedura e raccoglie l'anamnesi familiare e personale per rilasciare l'idoneità a donare.
Durante il parto: mediante prelievo del sangue effettuato per legge al momento del parto.
Dopo il parto: viene effettuato un controllo, a distanza di 6 mesi dal parto, dello stato di salute della madre e del piccolo, con ripetizione degli esami obbligatori per validare definitivamente il campione prelevato. Rilascio di dichiarazione di rinuncia ad ogni diritto sul sangue placentare donato.

Ministero della salute - La donazione a fini solidaristici
ADoCEs - Donazione del sangue cordonale
ADoCEs - Pagina Facebook
SaperiDoc - Perchè donare il sangue del cordone ombelicale?
SaperiDoc - Pieghevoli e materiale informativo online

Le vostre informazioni/opinioni/impressioni/esperienze sulla questione sono sempre le benvenute!

Il filmato ha proseguito mostrandoci tutta una serie di piccoli ranocchietti, rossicci o bluastri, che venivano gentilmente adagiati tra le braccia di mamme sfinite e papà moribondi. Ma felici.
Ok, dovremo accontentarci del sorriso stampato su quei volti per rassicurarci riguardo ciò a cui stiamo andando incontro! Così sia! ;-)

In genere, subito dopo la nascita, la neo mamma viene lasciata per un paio d'ore nella sala parto assieme al papà ed al frugolotto (almeno questo è quello che ci è stato detto accada in questo specifico ospedale, in base sopratutto alla disponibilità delle sale parto in quel dato momento). Questo permette ai genitori stravolti di avere un po' di tempo per riprendersi ed ammirare in tutta tranquillità la minuscola meraviglia che per così tanti mesi hanno potuto solamente immaginare e di creare immediatamente un legame col nuovo arrivato. Il neonato, infatti, già dopo tre ore dalla nascita è perfettamente in grado di riconoscere i tratti del volto della madre associandoli alla di lei voce ed al suo particolare odore.

Secondo gli specialisti intervistati nel filmato queste ore dovrebbero essere utilizzate dalla madre anche per cercare di attaccare il neonato al seno per la prima volta. Il piccolo, se appoggiato sulla pancia della mamma, cercherà d'istinto di raggiungere il capezzolo, di cui è già in grado di riconoscere l'odore. E' probabile che questo primo tentativo, così precoce, non sia sufficiente ad avviare immediatamente il neonato in modo corretto all'allattamento al seno; forse necessiterà di ulteriori tentativi e prove nelle ore successive, una volta raggiunta la stanza assegnata alla madre in reparto. Cercare di allattare il piccolo sin dalle prime ore di vita contribuisce tuttavia ad imprimere nella sua memoria l'esperienza dell'allattamento.

Bonding -> il legame speciale che si crea tra il neonato ed i suoi genitori fin dai primi giorni di vita, attraverso lo sguardo e lo stare assieme. Tale pratica permette un miglior inizio di allattamento al seno e riduce il rischio di depressione materna post parto. 

Una volta terminato il filmato, è stato chiesto all'ostetrica di spiegare brevemente cosa accade nel caso in cui si debba affrontare un parto cesareo.
Lei ci ha raccontato che il parto cesareo viene solitamente programmato in anticipo per quelle donne che hanno specifici problemi di natura fisica nell'affrontare il parto naturale oppure nel caso in cui il bambino si presenti in posizioni podaliche più o meno incomplete (posizione obliqua o di traverso), quando mancano pochi giorni alla scadenza. In questo secondo caso, prima di affrontare il cesareo, alcuni ginecologi consigliano di tentare di rigirare il bambino mediante manovre esterne o con la moxibustione. Scelta questa che dipende interamente dalle intenzioni della paziente e dal medico specialista che la segue. In altri casi, ancora, può rendersi necessario ricorrere al cesareo mentre la donna si trova già in sala parto, durante il travaglio. A questo punto si trasferisce la futura mamma in sala operatoria (dove il papà ovviamente non può seguirla), le viene applicato un catetere ed effettuata un'anestesia spinale che desensibilizza la parte inferiore del corpo. Viene fatta un'incisione della cute a livello del basso ventre (all'altezza dell'elastico delle mutande, per intenderci) e vengono spostati i muscoli sottostanti per permettere l'estrazione del bambino dal ventre materno il quale, dopo i controlli di routine, viene portato all'Isola Neonatale dal papà, in attesa che alla mamma vengano messi i punti. Questo perché, ovviamente, all'interno della sala operatoria la temperatura viene mantenuta piuttosto bassa e il piccolo appena nato ha bisogno di un ambiente caldo e confortevole ad accoglierlo. Dopo l'applicazione dei punti di sutura e i dovuti controlli del caso (procedimento che richiede mediamente 15/20 minuti) anche la mamma viene portata all'Isola Neonatale, dove potrà godersi il suo capolavoro assieme al papà, prima di essere spostata in reparto. Questo in linea di massima, senza entrare nel merito di casi particolari che necessitano di procedure e tempistiche differenti.

Per concludere la mattinata abbiamo fatto un ultimo "gioco" a coppie. Se volete provare anche voi vi posto lo schema qui  -> Vedi scheda 2 aprendo il "Continua a leggere" a fine post
Ci è stato chiesto di ipotizzare ed inserire nello schema gli orari giornalieri del nostro piccolo una volta che lo avremo portato a casa dall'ospedale e, di conseguenza, immaginare come si modificheranno i nostri personali orari nell'arco della giornata. E' stato carino (e insieme inquietante) notare come le coppie alla prima esperienza (inclusi Littel e me) non abbiano la minima idea di quante volte al giorno dovrebbe mangiare un neonato. Chiaramente ogni bambino è diverso dall'altro ed avrà le proprie personali esigenze e tempistiche, che noi neo genitori dovremo imparare in fretta a comprendere, ma in generale si può dire che nelle prime settimane di vita il neonato vive un ciclo continuo di fasi che si alternano tra il sonno, la veglia e il momento della pappa. A seconda del carattere del bambino e delle condizioni che lo circondano (comportamento genitoriale e ambiente in cui vive) queste fasi saranno più o meno lunghe e varie: dormirà dalle 2 alle 5 ore, farà poppate di 20-40 minuti ogni 2-3 ore (perciò mangerà complessivamente circa 8 volte al giorno) ed avrà fasi di veglia più o meno agitata e vispa. Durante le fasi di veglia alternerà momenti in cui svilupperà la propria memoria, concentrandosi nell'osservazione dei volti famigliari e momenti in cui vorrà esplorare con lo sguardo il mondo circostante. Nelle prime settimane di vita il neonato ascolta e osserva ciò che lo circonda, ma è bene ricordarsi che ha un campo visivo limitato a 20-30 cm di distanza.

Anche il momento del bagnetto può essere un momento di esperienza positivo per il neonato che si ritrova, per qualche minuto, a muoversi nel liquido come era abituato a fare nel ventre materno. A sentire l'ostetrica esistono diverse scuole di pensiero su quando sia più opportuno iniziare a fare il bagnetto ad un neonato: alcuni dicono sia meglio aspettare la caduta del moncone, che rimanendo umido si infetta facilmente, altri credono sia un bene fare il bagnetto al neonato una volta al giorno, fin dai primi giorni, a patto che si provveda a sciacquare ed asciugare molto bene il cordone sostituendo la garza che lo ricopre.

Vi lascio anche il link ad un opuscolo del Ministero della Salute dove trovate informazioni varie su diversi argomenti -> Quando nasce un bambino

Le competenze del neonato, il bagnetto e la pulizia del moncone sono argomenti che tratteremo ancora nel prossimo incontro.
Per oggi è tutto.







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