Allattare dopo la terapia intensiva neonatale

18.7.18 Luisa NeoMamma On Board 2 Comments

La mia esperienza con l'allattamento di Gabriele, lo sapete, è stata pressoché disastrosa. Pur essendo nato a termine, in perfetto stato di salute e senza complicanze, Gabriele non ha mai imparato ad attaccarsi al seno correttamente. Lo ho allattato con estrema fatica, nonostante io abbia avuto la mastite due volte e fossi una ragade ambulante.

Durante questa seconda gravidanza, la cosa che mi terrorizzava di più - più del parto, più dell'intervento, più dell'ospedale, più di tutto - era proprio l'allattamento. La montata lattea è arrivata subito dopo la nascita di Andrea. Il seno gonfio, dolente, caldo. Un male infernale. E poi i fiumi di latte e le crisi di pianto (mie). Avevo tonnellate di latte, un bimbo in terapia intensiva e la quasi totale certezza che, anche questa volta, sarebbe andato tutto storto.

La terapia intensiva neonatale non è esattamente una passeggiata. E' un posto pieno di speranza e di amore, un posto speciale, in cui puoi finalmente vivere il tuo bambino, respirarlo e toccarlo, ma ogni giorno varchi la soglia del reparto e non sai in quali condizioni ne uscirai.
Le mie giornate iniziavano a casa, tra le nostre routine mattutine, con la schiena dolente ed i punti a ricordarmi dell'intervento appena subito, per poi portare Gabriele a scuola ed arrivare alla TIN, dal mio piccolo. Di tutte le cose che ho affrontato nella mia vita, lasciarlo là ogni sera e rientrare a casa senza di lui, è stata la più difficile e dolorosa. Ogni sera. Per quasi un mese.

Nelle ultime settimane, prima che lo dimettessero dalla TIN, abbiamo fatto delle prove per attaccarlo al seno. In alcune occasioni la doppia pesata mostrava chiaramente un incremento del peso, dopo la poppata, ma Andrea aveva dei problemi a respirare e sembrava sempre molto affaticato dopo ogni tentativo, perciò mi ero messa il cuore in pace e cercavo di tirare più latte possibile, per averne a sufficienza da poterglielo offrire col biberon, senza dargli ultieriori aggiunte.

Una volta dimessi dalla terapia intensiva, pensavo di poter semplicemente continuare così. Mi ero organizzata per bene, con lo scalda biberon, tiralatte, detergenti appositi.. E invece niente. Dopo un paio di giorni di tentativi andati non troppo bene, ho provato ad offrirgli il seno e la sua risposta è stata, per me, completamente inaspettata: preferiva quello. Anzi, voleva proprio quello! Anche in questo caso, così come è accaduto con Gabriele, sono stati i miei bambini ad indicarmi la soluzione.

Come funzionava? Quanto doveva mangiare il bambino? Come dovevo tenerlo? Cosa potevo fare?
Avevo tantissime domande, una grande paura di sbagliare, di non farcela, ma Andrea mi stava chiaramente dimostrando che era quella la via giusta per lui. Così ho chiesto aiuto.
Quello che ho "imparato", negli ultimi anni, è che la sopravvivenza cerebrale, per me, va di pari passo con la comprensione e l'esternazione del mio malessere e dei miei bisogni. Mentre con il mio primo figlio ero portata a tenermi tutto dentro, a chiedere aiuto il meno possibile, a chiudermi in casa e in me stessa, questa volta ho iniziato a sfogare ogni emozione subito, anche a costo di sembrare completamente pazza.

Per fortuna, la mia disperata richiesta di aiuto è stata accolta da delle persone meravigliose, che mi hanno sostenuta e guidata attraverso i momenti più bui ed hanno saputo rispondere ad ogni mia esitazione, con consigli ed incoraggiamento.
Grazie al loro aiuto e alla tenacia del mio cucciolo ho scoperto l'allattamento. E' stato fondamentale nel ricucire lo strappo emotivo dell'intervento d'urgenza, a più di un mese dalla scadenza, che le settimane di terapia intensiva avevano contribuito ad accentuare. Mi sono sentita come se avessi "ritrovato" il mio bambino. Lo ho sentito più vicino, più mio. Ho anche dato nuovamente prova al mio cervello del fatto che l'allattamento non è una passeggiata, come vogliono farlo passare e che non ha nulla di magico o idilliaco. Che le ragadi fanno male e sanguinano, ma che fintanto che senti di star facendo la cosa più giusta, sei disposta a sopportare anche quello. Ho confermato a me stessa quanto poco io ami la dipendenza fisica che comporta, ma sono felice della scelta fatta, perché era quella giusta e la migliore possibile per entrambi.

Ricordo di aver iniziato dicendo a me stessa che non avrei mai potuto allattare pubblicamente, che non me la sarei mai sentita. Dopo una settimana ho acquistato la nostra prima sciarpa da allattamento, per coprirmi mentre Andrea mangiava, nei luoghi pubblici. L'ho abbandonata dopo tre giorni netti, dimentica di ogni forma di pudore, pronta ad allattare in tutti i luoghi e in tutti i laghi... In alcuni casi mi sono pesati gli sguardi indiscreti e giudicanti, ma principalmente ho obbligato me stessa a fregarmene.

Oggi sono felice e soddisfatta di noi, anche se convivo con un po' di malinconia, dato che tutto questo avrà presto fine. Sono in attesa di un piccolo intervento ed è meglio che per quel giorno Andrea sia in grado di alimentarsi anche in mia assenza. Non voglio farmi cogliere impreparata.

Mi rendo conto di essere andata un po' fuori tema, in alcuni punti, ma prendetelo così, questo post, come una semplice testimonianza del fatto che non c'è nulla che non possiate fare! Persino allattare dopo un mese di TIN! Non lasciate che vi dicano cosa potete e cosa non potete, ascoltate il vostro istinto e il vostro bambino!
LUISA ;-***

2 commenti:

  1. hai ragione...tutto è possibile per i nostri bimbi! Sei stata brava a chiedere aiuto. Forse, con la TIN ed al seconod figlio, è anche più semplice chiederlo, perchè si ha già la maturità per capire che non è un fallimento e la consapevolezza che c'è di molto peggio che avere difficoltà ad allattare.
    Io ho allattato poco il maschietto, che proprio non ne ha voluto sapere. Invece con la bimba, nonostante abbia provato ad attaccarla solo cinque giorni dopo, è stato un successo, che mi ha consentito anche di tirare il latte per almeno un paio di poppate di Orsetto. niente a che vedere dell'esperinza con il primo. In bocca al lupo per il tuo intervento!!!

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